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Tra metafore, barzellette e filosofia

Guardando tra le mie cose, mi sono imbattuto in un testo, Platone e l’ornitorinco di Thomas Cathcart. I due platoneautori propongono un agile volume che ripercorre importanti concetti filosofici, illuminandoli e spiegandoli con barzellette, ma anche con brevi racconti simili a quelli adottati, a volte, nel dialogare comune o nel fare attività in aula. Interessante: ci troviamo di fronte ad un approccio alla filosofia tutt’altro che accademico e noioso.

La barzelletta, strumento principe usato all’interno del testo, nasce dallo stravolgimento di quello che dovrebbe essere il “modo normale” di vedere le cose: diviene così un ottimo banco di prova per rivedere e semplificare temi complessi quali la metafisica, l’epistemologia, la logica e così via. Inventare e costruire barzellette è come costruire ed esporre concetti filosofici: sono fatti della stessa stoffa e sollecitano la mente in modi simili. E questo nasce perché le barzellette e la filosofia nascono dallo stesso impulso: confondere il nostro senso della realtà, mandare all’aria i nostri mondi e, in certi casi, le nostre convinzioni e certezze.

Se ci riflettiamo, è in larga misura la funzione che diamo alla metafora in aula: una sorta di moltiplicatore di opzioni e di possibilità nella fruizione di contenuti e messaggi. La metafora porta alla condivisione, intreccia aspetti impliciti ed espliciti, attese individuali dei partecipanti e mete del formatore, che così riesce a trasferire all’aula visioni e valori senza imporli.

Ritornando ai nostri autori, “Prima ridere, poi filosofare (o viceversa?)”, parafrasi del celeberrimo detto aristotelico primum vivere, deinde philosophari, è il titolo dell’introduzione: descrive l’autentica scoperta dei due autori, vale a dire che esiste, per dirlo con il linguaggio della logica, una sorta di «relazione biunivoca» tra l’universo delle barzellette e quello della filosofia.

Un capitolo ben riuscito è quello dell’etica. Alla domanda, chi è un sadico? La risposta è che è “uno che è gentile con un masochista”. Non ci vuol molto a capire che questa battuta (attribuita in genere a Bertrand Russell) arriva al cuore di una delle questioni fondamentali e fondanti della morale: quella della reciprocità, descritta dalla più universale delle regole: “Fai agli altri quello che vorresti che gli altri facessero a te”.

Di questa regola Kant cercò di fornire una versione ancora più astratta, quella dell’imperativo categorico: “Agisci in modo che la tua volontà possa istituire una legislazione universale”. Solo queste affermazioni ci aprono un mondo!

Un libro piacevolissimo quindi, che riesce a farci scoprire sia quanto è affascinante la filosofia, sia a farci conoscere tanti illustri pensatori. Magari per poi riprendere e/o approfondire gli argomenti su testi più “classici”.

Thomas Cathcart e Daniel Klein, Platone e l’ornitorinco, Rizzoli 2007

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