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Consapevolezza e sviluppo di sé: la semplice genialità di un testo

Un agile testo di Giorgio Nardone che ci indica come risolvere problemi attraverso soluzioni “semplici” e non solo. Trucchi e stratagemmi relazionali utili nelle relazioni sociali e negoziali.       

A volte si riesce ad essere semplici ed efficaci senza essere banali: è questo il caso del breve saggio di Giorgio Nardone, che richiama immediatamente la “leggerezza” di calviniana memoria.

“Ognuno di noi”, recita un motto cinese, “va a dormire ogni notte con una tigre accanto. Non puoi sapere se questa al suo risveglio vorrà leccarti o sbranarti”. Con questa metafora la saggezza antica vuole ricordare la relazione che ognuno di noi ha con i propri limiti. Solo cercando di migliorarci costantemente possiamo renderci amica la nostra tigre, in quanto nessuno può evitare quella che può essere la peggiore e la più pericolosa delle compagnie: noi stessi.

E’ interessante e avvincente la metafora del “cavalcare la propria tigre”, per raggiungere obiettivi e dominare in modo creativo le situazioni che ostacolano e paralizzano. Non tutti i problemi richiedono una soluzione logica e lineare, perché prima vanno interpretati. Occorre usare un pensiero creativo e un’apertura per sfruttare visioni più ampie che permettono il dominio degli eventi, eventi che non si presentano in astratto ed a cui dobbiamo “opporre” strategie che non possono sempre essere quelle che abbiamo già sperimentato. Come recita un noto aforisma, se adotterai sempre gli stessi comportamenti, otterrai sempre gli stessi risultati!

Per fare tutto questo, Nardone ci propone una serie di “stratagemmi”, secondo un assunto di base ripreso da Huxley: “La realtà non è ciò che accade ma ciò che noi facciamo con quello che ci accade”.

L’arte dello stratagemma è un’arte antica, non solo perché è alla base di secolari tradizioni di saggezza, ma soprattutto perché appartiene agli esseri viventi: basta osservare animali e piante per registrare strategie di sopravvivenza, di difesa o di attacco.

L’uomo ha semplicemente migliorato quello che da un’eternità la natura gli pone sotto gli occhi. L’intelligenza e la creatività applicate al coordinamento dei mezzi necessari per raggiungere uno scopo, fanno parte di quella saggezza che da sempre guida, o dovrebbe guidare, gli esseri umani.

Questa saggezza, però, va coltivata; le abilità vanno esercitate; le conoscenze approfondite. In questo saggio, Giorgio Nardone racconta e analizza queste abilità attraverso le tre tradizioni fondamentali che utilizzano gli stratagemmi come strumenti essenziali per la realizzazione dei fini.

La prima tradizione è quella greca dell’astuzia: l’arte della Metis, divinità greca che rappresentava la sagacia, il trucco e gli artifizi. Era una forma di conoscenza libera da qualunque preconcetto fideistico o ideologico: una saggezza pratica, sintesi di guizzo creativo e abilità concreta, soppiantata poi dalla filosofia platonica, devastante miscela in cui fede religiosa e scienza si sovrappongono, sacrificando la saggezza al dogma.

La seconda tradizione è l’arte cinese della guerra, in particolare i 36 stratagemmi (più che il Sun Zu), redatti da monaci e guerrieri, espressi attraverso aforismi e metafore, che trovano, proprio per la loro natura allusiva ed evocativa, innumerevoli applicazioni. Sia per la Metis greca che per la tradizione cinese, lo stratagemma deve essere il meno evidente possibile ed i suoi effetti debbono sembrare naturali.

La terza e ultima tradizione è la retorica della persuasione, di classica memoria che, attraverso l’uso e la proprietà del linguaggio, riesce a cambiare la percezione della realtà. Quest’ultimo punto è davvero interessante. Il saper utilizzare artifici retorici e stratagemmi linguistici mantiene la nostra mente allenata ad evitare gabbie ideologiche, cognitive ed esperienziali, nonché trappole generate da autoinganni consolatori.

Nardone miscela tutto questo, attraverso esempi e non facili ricette, fornisce principi per costruire, in maniera flessibile e creativa, interventi che ci consentono di superare ostacoli e sciogliere nodi, apparentemente inestricabili, con metodo, eleganza, ed un pizzico di leggerezza.

Giorgio Nardone, Cavalcare la propria tigre, Ponte alle grazie 2006

                                                                                                                                 

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